
5. La 104ª Brigata SAP "Citterio"
La 104ª Brigata Garibaldi SAP "Gianni Citterio" è stata un'unità partigiana attiva durante la Resistenza in Brianza.
Sulla 104ª Brigata Garibaldi SAP "Gianni Citterio" si rimanda al libro di Anselmo Luigi Brambilla e Alberto Magni "Partigiani tra Adda e Brianza" dal quale si riporta un breve estratto.
Verso la metà del mese di marzo 1944, furono gettate in Cernusco, precisamente nel giardino di Villa Rusca, le basi della nascente 104ª Brigata Garibaldi intitolata Gianni Citterio e di cui Nicola Marino, detto “Ario”, prese il comando militare ed Ettore Sioli, detto “Annibale”, quello politico. Il primo nucleo di patrioti che vi aderì fu quello di Cernusco e Montevecchia.
Furono giorni di accese e anche aspre discussioni, con l'obiettivo perentorio di convincere altri reparti e gruppi autonomi ad aderire alla brigata regolare. Superate queste difficoltà di natura politico-organizzativa, nell'agosto del 1944, la 104ª Brigata, assieme alla 103ª e alla 105ª, entrò a far parte della Divisione Fiume Adda.
Tra l'aprile e il maggio del medesimo anno iniziò una certa attività operativa, avente come scopo principale il recupero di materiale bellico per aumentare la quantità di armi di cui ogni gruppo poteva disporre. Cruciale, per il successivo sviluppo della brigata, fu il mese di luglio, durante il quale avvennero due fatti importanti. Il primo fu che l'armamento della Brigata ebbe un notevole incremento grazie ad importanti “prelievi” operati in Milano e per l'acquisto di armi con le somme derivanti da alcune notevoli elargizioni di denaro. Il secondo fatto fu che il capitano Gilberto Forti di Monticello cominciò a tenere con tutta la Brigata quei diretti, frequenti e proficui contatti che prima aveva avuto soltanto con il gruppo di Olgiate Calco.
Ebbero inizio i primi colpi e le prime azioni. Tra la fine del mese di novembre l'inizio di dicembre avvenne un cambio nel comando della Brigata: Nicola Marino fu destinato ad altro incarico e al suo posto fu chiamato un capo GAP di Sesto San Giovanni, Angelo Villa, nome di battaglia “Bruno”.
Secondo i dati disponibili si può calcolare che alla fine del 1944 la consistenza della Brigata fosse di 150 uomini.
Nel gennaio 1945, iniziò la preparazione dell'azione insurrezionale ormai imminente.
A febbraio Angelo Villa ed Ettore Sioli, lasciarono Calco e stabilirono il comando della Brigata a Montevecchia. Le operazioni armate aumentarono e furono eseguite diverse operazioni generali, quali una vasta azione di propaganda murale con pattugliamento delle strade. Nello stesso mese, entrò a far parte della Brigata anche il distaccamento di Rovagnate. Il marzo 1945 fu un mese molto difficile per la Brigata: l'esito sfortunato dell'azione alla banca di Oggiono portò alla cattura in rastrellamento a Montevecchia, la sera del 3 marzo 1945, di una decina di garibaldini tra cui uno degli ufficiali della brigata. Ne seguì la fuga di molti componenti verso Milano. Fortunatamente i contatti si mantennero intensi e stretti tra i distaccamenti che continuarono, malgrado il grave colpo subito, ad occuparsi dei preparativi dell'insurrezione. Durante questo periodo preparatorio continuarono i colpi in zona. Con i nuovi mutamenti la Brigata Gianni Citterio risultava prima dell'insurrezione costituita da 150-200 uomini.
La notte del 24 aprile si ebbero le prime azioni insurrezionali. Il comando della brigata arrivò a Merate il 26 portando ai distaccamenti un discreto quantitativo di armi. I giorni più duri furono il 26, 27 e 28 durante i quali diverse colonne fasciste e tedesche tentarono di arrivare sotto Como, nel tentativo di raggiungere la Svizzera.
Gli alleati si collegarono con la 104ª Brigata all’alba del 28 aprile.
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